Che cosa č il bullismo?
Il bullismo è un abuso di potere. Secondo gli studi che per primi hanno affrontato questo questo problema, perché una relazione tra soggetti possa prendere questo nome devono essere soddisfatte tre condizioni:
- si verificano comportamenti di prevaricazione diretta o indiretta;
- queste azioni sono reiterate nel tempo;
- sono coinvolti sempre gli stessi soggetti, di cui uno/alcuni sempre in posizione dominante (bullo) ed uno/alcuni più deboli e incapaci di difendersi (vittime).
Buccoliero – Maggi, Bullismo, bullismi,
Franco Angeli, Milano, 2005
Le caratteristiche distintive del fenomeno possono essere cosi riassunte:
- intenzionalità: cioè il fatto che il bullo metta in atto premeditatamente dei comportamenti aggressivi con lo scopo di offendere l’altro o di arrecargli danno;
- persistenza: sebbene anche un singolo episodio possa essere considerato una forma di bullismo, l’interazione bullo – vittima è caratterizzato dalla ripetitività di comportamenti di prepotenza protratti nel tempo;
- asimmetria di potere: si tratta di una relazione fondata sul disequilibro e sulla disuguaglianza di forza tra il bullo che agisce, che spesso è più forte o sostenuto da un gruppo di compagni, e la vittima che non è in grado di difendersi;
- tipologie diverse con cui si manifesta: nonostante spesso si pensi al bullismo fisico, dobbiamo ricordare che il comportamento d’attacco può essere perpetrato anche con modalità verbali di tipo diretto (offese e minacce) e con modalità di tipo psicologiche e indirette;
- natura sociale del fenomeno: come testimoniato da molti studi, l’episodio avviene frequentemente alla presenza di altri compagni – spettatori o complici – che possono assumere un ruolo di rinforzo del comportamento del bullo o semplicemente sostenere e legittimare il suo operato.
Bulli e prepotenti nella scuola. Prevenzione e tecniche educative, Trento: Erickson.
SHARP S., SMITH P.K. (1995),








