Per quanto strano possa sembrare se si considerano pregiudizi e stereotipi, per raccontare l’impegno del MIUR sulle politiche delle pari opportunità abbiamo scelto di partire dalla Calabria, terra in cui sindache coraggiose e concrete, donne “normali” come loro si definiscono, stanno provando a cambiare questa terra.
Terra in cui le insegnanti, le dirigenti scolastiche, le magistrate assumono il ruolo straordinario di agenti di cambiamento.
Parliamo dalla narrazione dell’evento la Calabria è delle donne “ che ha dato il nome alla manifestazione che il movimento Snoq ha costruito a Gerace il 23 giugno, insieme con il sindaco.
La sezione “Istruzione “ con cui si è aperta la manifestazione (le altre due erano Lavoro e rappresentanza ) ha voluto protagoniste le allieve della scuola “Cinque Martiri” di Gerace che hanno letto brani del libro “Nina e i diritti delle donne”, alla presenza dell’autrice Cecilia D’Elia.
La vicaria dell’istituto, Saveria Marturano e la Consigliera del sottosegretario all’istruzione Marco Rossi Doria hanno convenuto sul ruolo dell’istruzione nel percorso di emancipazione femminile anche dal predominio mafioso.
L’impegno per i progetti contro la dispersione scolastica che partiranno da settembre in Calabria, come nelle altre 3 Regioni, e quelli per la legalità, grazie ai quali i ragazzi potranno conoscere le storie delle pentite di mafia, cui si deve la rottura della trasmissione dei disvalori mafiosi.
Donne che hanno pagato un prezzo altissimo alle loro scelte,come Lea Garofalo fatta sparire e sciolta nell’acido 3 anni fa, alla quale la cantastorie-insegnante, Francesca Prestia, ha dedicato la ballata di Lea.
Un sogno: la ballata di Lea e delle altre in tutte le scuole della Calabria.
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