Normative
In questa sezione sono pubblicate le normative nazionali, specifiche o collegate, in tema di prevenzione del bullismo a scuola.
All'inizio del 2007, infatti, il Ministero alla Pubblica Istruzione ha emanato una direttiva generale sulla prevenzione e il contrasto del bullismo. Essa si inserisce organicamente nel più ampio sistema normativo che riguarda la scuola italiana, preesistente – dalla Costituzione allo Statuto delle studentesse e degli Studenti – e successivo.
NORMATIVE SPECIFICHE SUL BULLISMO E SULLA VIOLENZA NELLA SCUOLA
Protocollo d’intesa tra Ministero P.I. e Pari Opportunità per l’istituzione di una Settimana contro la violenza - 3 luglio 2009
Nel luglio 2009 il Ministro Pari Opportunità e il Ministro dell’Istruzione hanno siglato un protocollo che istituisce, dal 12 al 18 ottobre 2009, la Settimana contro la violenza, per promuovere “iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione per studenti, genitori e docenti sulla prevenzione della violenza fisica e psicologica, compresa quella fondata sull’intolleranza razziale, religiosa e di genere”. Viene favorita la collaborazione con il Dipartimento Pari Opportunità, esperti e operatori delle Forze dell’Ordine per svolgere incontri di educazione alla legalità.
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Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo - 5 febbraio 2007
È la prima normativa nazionale in tema di bullismo. Prende atto del problema e disegna un progetto nazionale articolato a livello regionale e provinciale che trova i suoi capisaldi nelle campagne di informazione, istituzione di osservatori regionali permanenti sul bullismo, attivazione di un numero verde nazionale e iniziative nazionali nel settore della comunicazione.
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SUL RICONOSCIMENTO DELL'EGUAGLIANZA NELLA COSTITUZIONE
Costituzione della Repubblica Italiana - 27 dicembre 1947
La Costituzione della Repubblica Italiana, nei principi fondamentali (articoli 1-12), riconosce i principali diritti della persona. In particolare l'art. 3 riconosce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”, senza distinzioni, e affida alla Repubblica il compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Successivamente, agli artt. 33-34, esprime norme specifiche sull'istruzione.
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SULLA PARTECIPAZIONE STUDENTESCA E LE PARI OPPORTUNITA'
Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità - 4 agosto 2009
Le Linee Guida raccolgono una serie di direttive che hanno lo scopo, nel rispetto dell’autonomia scolastica e della legislazione vigente, di migliorare il processo di integrazione degli alunni con disabilità. Elaborate sulla base di un confronto fra dirigenti ed esperti del MIUR e Associazioni delle persone con disabilità, mirano a rilanciare il tema in questione e individuano una serie di criticità emerse nella pratica quotidiana del fare scuola.
Apre con uno sguardo al contesto nazionale ed internazionale per poi mettere a fuoco le responsabilità e il ruolo degli Uffici Scolastici Regionali nei rapporti interistituzionali, dei dirigenti scolastici, docenti, personale ATA, assistenti di base e famiglie.
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Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria - DPR 21 Novembre 2007, n. 235
Il regolamento indica le principali sanzioni per gli studenti che infrangono le regole della scuola e le modalità con cui devono essere irrogate, messe in discussione, decise; sottolinea la necessità di ispirarsi a principi di rieducazione e ricomposizione dei conflitti; introduce la possibilità di sospendere fino al termine dell'anno scolastico coloro che svolgono atti particolarmente gravi e pericolosi per l'incolumità delle persone.
Introduce il “Patto educativo di corresponsabilità”, che all'atto dell'iscrizione ogni scuola dovrà sottoporre ai genitori per una condivisione dei diritti e doveri di scuola, studenti e famiglie.
Dispone che ad inizio anno scolastico si dedichi un tempo specifico per iniziative di accoglienza e per la conoscenza del Patto, nonché del regolamento scolastico.
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Direttiva sulla partecipazione studentesca - 10 novembre 2006
La Direttiva ministeriale Prot. n. 1455/06 valorizza la partecipazione degli studenti alla vita scolastica all'interno di una scuola intesa come "luogo sociale di confronto, di partecipazione e di democrazia che contribuisce ad una formazione completa e moderna della persona". Non si tratta di un invito allo spontaneismo, bensì alla assunzione di responsabilità e di impegni fatti "anche di nozionismi, fatica e disciplina".
Fornisce disposizioni ampie sull'azione delle Consulte studentesche provinciali e nazionale fissando i tempi massimi per la loro elezione e le modalità con cui potranno essere sostenute dalla scuola.
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Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria - DPR del 24 giugno 1998, n. 249
Lo Statuto delle studentesse e degli studenti definisce i compiti e le caratteristiche dell'istituzione scolastica e stabilisce i diritti e i doveri degli studenti e delle studentesse al loro interno.
Detta inoltre le norme relative alle sanzioni scolastiche qualora le regole fondamentali del vivere insieme vengano violate dagli studenti.
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SULLA LEGALITA'
Documento d’indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” - 4 marzo 2009
Il documento apre con una ricostruzione della storia dell’educazione civica in Italia alla luce della normativa, dalla sua prima istituzione nel 1958 ad oggi. Nel percorso si inseriscono le raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio d’Europa che nel dicembre 2006 parla di “competenze chiave per l’apprendimento permanente” e alcune considerazioni sui mutamenti in atto nella scuola.
Nella seconda parte fissa i nuclei tematici e gli obiettivi di apprendimento di “Cittadinanza e Costituzione” per i diversi livelli scolastici.
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Linee di indirizzo del comitato nazionale “Scuola e legalità” - 23 maggio 2007
Le Linee di indirizzo propongono l’educazione alla legalità non come aggiunta alle discipline, ma come apprendimento trasversale a cui queste ultime cederanno “spazi ed agganci formativi” per ampliare ed integrare “le occasioni di conoscenza e di comprensione dei fenomeni sociali, nel rispetto delle esigenze formative degli studenti”.
Il Ministero di propone di favorire tutto questo attraverso: un piano di sensibilizzazione del personale scolastico e delle famiglie; un maggior coinvolgimento degli studenti e delle loro famiglie; iniziative per una fruizione corretta dei videogiochi a tutela dei minori; la valorizzazione del ruolo educativo dello sport e di tutte le buone prassi; l’avvio degli Osservatori regionali e provinciali sul bullismo, come da direttiva del 5 febbraio 2007; interventi per ridurre la dispersione scolastica e favorire la connessione scuola-mondo del lavoro; la scelta di una prospettiva interculturale e la cultura della sicurezza.
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Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità – 16 ottobre 2006
Scopo della presente circolare è sistematizzare e stimolare le attività delle istituzioni scolastiche “per far sì che la legalità e la democrazia siano una pratica diffusa nella comunità scolastica e nei processi di apprendimento con l’obiettivo di formare cittadini e cittadine solidali e responsabili, aperti alle altre culture e liberi di esprimere sentimenti, emozioni e attese, capaci di gestire conflittualità e incertezza e di operare scelte ed assumere decisioni autonome”. [dalle Finalità, 1.1].
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SULLE REGOLE E SANZIONI DELLA SCUOLA
Decreto sul voto di condotta - D.M. del 16 gennaio 2009, n. 5
Il Decreto Ministeriale n. 5 del 16 gennaio 2009 ha stabilito che, nella scuola secondaria di I e II grado, ogni studente venga valutato sulla condotta manifestata nell’ambiente e nelle iniziative della scuola con un voto di condotta espresso in decimi. Tale voto concorre alla valutazione complessiva dello studente e, qualora insufficiente, determina automaticamente la bocciatura o la non ammissione all’esame dell’allievo. L’insufficienza può essere attribuita solo a studenti che siano stati sospesi per almeno 15 giorni e non abbiano poi dato segni di cambiamento nel loro comportamento.
Il voto di condotta non può essere utilizzato per punire le opinioni degli allievi ritenute divergenti ma espresse in forma rispettosa e non lesiva dei diritti altrui.
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Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l'attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti – 15 marzo 2007
Emanata in seguito ad episodi rilevanti di violenza o violazione della privacy ripresi con il cellulare e successivamente diffusi, questa circolare disciplina il divieto per insegnanti e ragazzi di utilizzare il cellulare durante le ore di lezione e invita le scuole ad adeguare in tal senso i propri regolamenti di istituto; stabilisce che ci siano sanzioni per gli studenti trasgressori, il più possibile ispirate alla giustizia riparativa; invita i genitori e i docenti alla corresponsabilità; chiama le scuole alla stesura di “patti di corresponsabilità educativa” firmati congiuntamente da scuola e famiglia, per concordare i tratti essenziali della vita scolastica.
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